Pensare al Suicidio: Una Scelta Incomprensibile

pensare al suicidio

Pensare al suicidio, un avvenimento inspiegabile che lascia tramortiti… Oggi vorrei parlati di questo argomento di cui purtroppo si sente fin troppo parlare.

Pensare al suicidio: cause

Ma quali sono le cause di questo gesto estremo? Cosa può portare una persona a pensare al suicidio? E soprattutto cosa può portare al punto di suicidarsi?

Le cause possono essere molteplici, e se di cause possiamo parlare certamente la principale tra tutte è il dolore, un dolore profondo e senza soluzione.

Un dolore tanto profondo, che porta a pensare la vita non abbia più senso, che porta a vedere la morte come unica soluzione, pur di fuggire da una sofferenza senza fine.

Il suicidarsi è solo la punta dell’iceberg, ciò che crea scalpore!

Sotto c’è molto di più, ci sono tutti gli aspetti della vita di una persona di cui non siamo a conoscenza, e che non ci consentono di comprenderne a pieno il vissuto e quindi le motivazioni di un tale gesto.

Depressione e suicidio a volte due sfaccettature di una stessa medaglia! Non si compie un gesto così estremo dal nulla. Anche se non è una scelta condivisibile e a volte totalmente incomprensibile, non possiamo giudicare dall’esterno.

Per quanto questo gesto possa sembrare insensato, ha senso nell’ottica di chi ha deciso di metterlo in atto, ha senso nella sua storia, nelle sue esperienze e soprattutto nel suo vissuto e nella sofferenza che ha provato.

Tanti sono i motivi che possono condurre ad un gesto del genere: problemi personali, familiari, economici, fallimenti di vario tipo, ecc. Tutti questi aspetti sono accomunati dal fatto che vengono percepiti come qualcosa di insormontabile, e quindi non affrontabile e non risolvibile.

Subentra la perdita della speranza e quindi di conseguenza l’apatia.

E cos’altro è il suicidio se non un modo per lasciarsi andare, per uscire definitivamente da una sofferenza senza rimedio?

Cosa può portare a provare tanto dolore?

Il dolore è un fenomeno assolutamente soggettivo, e quindi pienamente comprensibile solo da chi lo prova.

Lo stesso evento può non creare particolari difficoltà a qualcuno, e divenire fonte di un dolore insopportabile per qualcun altro.

Per una persona ad esempio la perdita del lavoro di cui sentiamo molto parlare potrebbe essere un evento si spiacevole, ma comunque risolvibile. Per un’altra questo stesso evento, può divenire il preludio di un malessere così forte tanto da non trovare la forza di risollevarsi.

Oggi troppo spesso sentiamo parlare di persone che decidono di suicidarsi a causa della perdita del lavoro, a causa del fallimento della propria azienda. La perdita del lavoro è un fallimento, ed è certamente un evento non piacevole, ma per qualcuno chiaramente diviene qualcosa che va ben oltre.

Se riflettiamo un attimo, il dolore è spesso anche qualcosa che si condivide con difficoltà. A nessuno di noi fa piacere dover ammettere la presenza di un malessere, o di problemi ai quali non si sa come far fronte.

Può capitare quindi che persone apparentemente tranquille, possano in realtà portare con sé tanta sofferenza non esternata, che improvvisamente può sfociare sotto forma di un gesto plateale come il suicidio.

D’altronde la società quali aspettative ha nei nostri confronti? Ci vuole simpatici, attivi, competitivi, realizzati, ecc.

Sembra quasi non ci sia posto per la sofferenza, la società si aspetta che rispettiamo determinati standard, e questo porta a volte a nascondere il malessere che proviamo. Questo non funziona!

Si potrebbe fare veramente molto esternando quello che si prova, parlando, non nascondendo la presenza di un problema.

Certamente parlare non basta a risolvere le difficoltà, ma condividere la nostra condizione con qualcuno di cui ci fidiamo, può farci sentire molto meglio, può aiutarci a non cadere nell’isolamento e nell’inaiutabilità.

Più ci chiudiamo e più la sensazione di non poter essere aiutati, e che non ci sia alcuna soluzione aumenta in maniera esponenziale!

Non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto, perché fare questo non è un segno di debolezza, anzi è l’ esatto contrario è un gesto d’amore verso se stessi.

Il suicidio è il gesto finale che una persona sceglie quando nella propria vita non vede altre possibilità, non vede alcuna speranza.

Ma dietro c’è molto di più, ed è molto quello che si può fare se si decide di non mettere la testa sotto la sabbia!

E poi ci sono coloro che restano, i familiari!

E se chi ha scelto di attuare tale gesto certamente portava con sé molta sofferenza, per chi resta è molto più difficile dover affrontare qualcosa di totalmente inatteso ed incomprensibile. Trovarsi a subire la scelta di un’altra persona, la scelta di una persona amata, una scelta tremenda e che sembra impossibile da accettare ed elaborare.

I familiari soffrono certamente per la perdita improvvisa del loro caro, ma quello che a volte li fa soffrire ancora di più, è voler trovare una risposta alla domanda perché? Perché è successo? Perché non me ne sono reso conto?

Una vera risposta purtroppo non c’è, e in tutto ciò dovranno trovare il modo di andare avanti e di fare i conti con una dura realtà: che non si può aiutare chi non vuole essere aiutato, che a volte non si può capire se l’altro per dei suoi motivi non ha voluto condividere il proprio dolore, e che non è possibile avere il totale controllo dell’altro.

Una dura realtà è che il nostro potere finisce dove inizia la libertà dell’altra persona…

Prendere consapevolezza di ciò non consola, ma aiuta a distinguere se stessi dall’accaduto e da una scelta contro la quale poco si poteva fare.

Questo dolore andrà vissuto fino in fondo come ogni altra tipologia di lutto, e in casi di lutto bloccato con l’ausilio di un professionista che possa accompagnare lungo questo processo.

Non è mai utile nascondere il dolore. Un dolore non superato e represso può portare grandi problemi (depressione, perdita della gioia vivere, problemi con se stessi e con gli altri).

L’accaduto chiaramente non può essere cancellato. Ma questo dolore anche se all’inizio sembra impossibile, nel tempo e con il giusto aiuto diverrà più accettabile, troverà una sua collocazione dentro di noi. E non sarà più qualcosa che blocca, ma con cui è possibile vivere per andare avanti.

Nonostante tutto ci si troverà di fronte alla difficile scelta se lasciarsi andare, o vivere e andare avanti come chi non c’è più ma che ci ha amato tanto vorrebbe per noi…

Come psicologo oltre al servizio online, ricevo in studio a Padova e Treviso e da più di 12 anni ascolto ed aiuto persone concretamente ad uscire da situazioni difficili, e riprendere in mano la propria vita.

In condizioni di bisogno e sofferenza posso aiutarti ed accompagnarti in tal senso, verso una nuova consapevolezza ed un rinnovato benessere.

Dott.ssa Monia Ferretti

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Dott.ssa Monia Ferretti - Psicologa Psicoterapeuta

L’aspetto che più amo della mia professione è poter essere utile agli altri, vedere una persona che soffre, riprendere in mano la propria vita e tornare a sorridere è una cosa bellissima.

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29 comments

  • buongiorno,
    ho letto tutto quello che avete scritto,e devo dire che quando e’ morta la mia mamma nel 2009,
    la mia vita si e’ spenta,ho disinteresse per tutto e non provo piacere per nulla,ho fratelli e sorelle,ma non li voglio vedere e non mi interessa parlargli,ci sarebbero altre cose da dire,tante cose da dire,ma preferirei fermarmi qui per non annoiarvi con il mio discorso.sono stanco di tutto,ma veramente stanco.grazie.un saluto .mario

  • Non trovo le parole per descrivere questo articolo.. descrive un inquantificabile parte di ciò che sento.. dopo anni di psicoterapia.. psicoterapeuti che non sono stati in grado di essere più utili di un individuo comune.. inutili farmacoterapie.. un’esperienza ricca di abusi psichici.. da parte di professionisti dentro una struttura socioassistenziale a bassa intenzionalità e altri fuori.. appeso a una pressochè infondata speranza che mi libererò da un dolore incomprensibile quanto intenso.. grazie alla psicoterapeuta con più specializzazioni a cui mi sia mai rivolto..

  • Ma perché quando si parla di suicidio lo si tratta sempre come una scelta assolutamente negativa?
    Dove sta scritto che vivere è sempre meglio che morire?

    • Sono d’accordo con te sempre che si parla di non togliersi la vita o si cerca di portare la persona lontano da questo pensiero dove sta scritto dove è rintracciabile o semplicemente perché!!!! Deve essere un problema o un tabù volersene andare via prima delle fine della….festa(vita) può anche essere poco riuscita …

    • Concordo pienamente

  • Ho solo 24 anni e mi ritrovo qui sulle pagine di internet per cercare un modo di andarsene senza soffire.. Si senza soffrire visto che se si sceglie di morire è solo per lasciare la sofferenza a questo mondo.
    Purtroppo i problemi possono essere tanti,non esiste un problema più grave oppure meno grave questo dipende da chi lo sta vivendo come lo sta vivendo.
    Certo che avere 24 anni e pensare al suicidio allora qui non credo di aver capito nulla della vita lo so ma me nè vanto, si! Della vita non ho capito nulla e poco mi importa a questo proposito ora non sono qui ad elencare i miei problemi e le speranze perse ma voglio solo dire una cosa.. Trovo sbagliato che la gente giudica il suicidio come un atto stupido e codardo ovviemente sono persone con una vita serene oppure molto più forte psicologicamente.
    Purtroppo la vita non è come tutti la descrivono piena di alti e bassi.. Ma ci sono persone come me come tante che non riescono più a rialzarsi questo perchè?
    Perchè non si riesce più a trovare la forza quella forza di cui abbiamo bisogno..Poi quando succedono le tragedie si viene detto poverino..potevamo aiutarlo.. Ecco i veri codardi questi sono.. Sono le persone che dopo un atto del genere continuano con sensi di colpa. Non dire potevo salvare..Non pensare è colpa mia.. Non dire non pensare.. Agisci..
    Ma ovviemente questi sono solo miei pensieri quindi non criticatemi per favore..
    Vi dico la verità.. è il dolore fisico quello che spaventa altrimenti sarebbe tutto più facile e poi è una decisione importante..Dopo non si può tornare indietro non ci sarà un respawn un replay non ci sarà nulla del genere.
    Non credo nella pace eterna non credo nell’aldilà ma credo in dio.. Dio è la pace che la propria anima trova quando lascia il corpo terrestre.
    Non sò per quanto reggerò questo calvario della mia inutile esistenza ma sicuramente ho paura che primo o poi crollo e che senza essere lucida chiudo gli occhi senza aprirli mai più.

    • Io sono come te, anche io soffro ora più che mai ma sto lottando. Ho già preparato tutto da tempo ma lotto tantissimo e continuo a cercare un aiuto un segno. Sbatto la testa sempre sulle stesse cose, provo e non vas nulla! Ma lotto lotto continuamente e sono con te e ti penso e ti chiedo di non farlo. Ti rivolgero un pensiero ogni giorno. Non è questa la cosa giusta, la cosa giusta è andare avanti, lottiamo sempre!!

  • Buona sera.
    Lei la fa semplice gentile Dott.ssa Ferretti, ma quando si perde il lavoro ad una certa età è impossibile ritornare in gioco. Io invece penso che il suicidio sia l’unica via d’uscita, purtroppo mi devo adattare all’idea. Lei non può neanche immaginare che cosa significa essere fuori dalla società, e dal lavoro, e stare nella malinconia perenne dalla mattina alla sera. Se devo scegliere tra miseria e morte, io non ho dubbi. Prima o poi ce la farò. cordiali saluti

    • Caro Alessandro, come ti capisco, purtroppo chi non vive in prima persona le situazioni la fa semplice, presumo che come me ti sei dato da fare per trovare una soluzione, ma quando niente va X il verso giusto e non sai più come vivere non hai altra via d’uscita.
      Se dovessi raccontare i miei problemi ci vorrebbero 10 psicologi ad ascoltarmi.
      So solo che se non mi sono ancora sparata è solo perché ho una figlia di 4 anni che non voglio lasciare sola

  • Gentile dottoressa,
    Le scrivo perchè ho una situazione famigliare e sentimentale senza pace. Ho 53 anni, tre figli ( 29-20 e 10 anni) sono sposata da 30 anni e non ricordo un periodo senza sofferenza. Il mio compagno ha 55 anni ed è un uomo che agli inizi era molto impegnato sul lavoro ( lo vedevo due volte alla settimana!) e poi in seguito , da pochi anni meno impegnato ma sempre con lavori che lo portano ad andare in giro . Padre premuroso solo con l’ultima figlia, gli altri sono maschi. Io sono un’insegnante di danza classica. Il problema è che mio marito è sempre stato geloso e mi ha condizionato, non abbiamo amici, poi lentamente è migliorato mentre io che non ero gelosa dopo tutte le sue assenze spesso allarmanti, io sono diventata gelosa più di lui , anche perchè circa 9 mesi fa ho avuto una specie di prova.Mi è arrivato un sms con questa frase che doveva andare ad un’altra. ” Stasera cena in famiglia con mio figlio , non riesco a risponderti…ti darò la buonanotte”. Per me da quel momento in cui l’ho letto è cambiata la visione che avevo di mio marito che mi ero ricostruita più volte allontanandomi dalle mie crisi di gelosia. Mi è crollata la fiducia . Ho cercato su fb e l’ho trovato a fare dei complimenti al fisico di un’altra donna, e quindi il quadro si è fatto più evidente. Parlando e chiedendogli spiegazioni circa l’sms mi ha raccontato che era in crisi e che pensava al suicidio ( abbiamo problemi economici) e che si è fatto aiutare da una psicologa di cui lui non conosceva nemmeno la faccia, essendo iscritto ad un forum era stato contattato. Gli ho chiesto di farmi vedere gli altri scambi di messaggi ma non me lo ha permesso, gli ho chiesto di indicarmi il forum, il suo pseudonimo e i testi delle mails ma mi ha detto che aveva cancellato tutto. Per quanto riguarda l’altra donna su fb mi ha detto che era una cosa “così” perchè lui si era sentito trascurato da me per il fatto che avevo un amico di cui mi ero innamorata ( il mio collega e collaboratore di lavoro) e che lui mi aveva scoperta leggendo il mio diario . La pagina l’aveva anche fotografata mandandola anche al mio primogenito. Gli ho subito chiarito che era solo uno scritto che amavo da 4 anni questo collaboratore, come si ama un amico ) Tutte le volte che cerco di tornare sull’argomento invece dell’sms e della ragazza mi fa tacere dicendomi che devo guardarmi io…in questi mesi dopo sfuriate e litigi e promesse e rieppacificazioni e brindisi di riconciliazione e sesso più intenso siamo punto e a capo. Mi sento tradita ancora e non riesco a vivere serenamente il rapporto con lui. Dottoressa sono disperata, ma lei che ne pensa???

  • Gentilissima dottoressa,
    anche per chi come me (quasi 50 anni) non ha davvero nessuno al mondo e lotta con problemi fisici importanti che impongono di convivere con il dolore il suicidio resta un tabù enorme. Mi piacerebbe capire perché questa scelta debba essere per forza considerata negativa. Perché lo Stato non mi aiuta come fanno ad esempio Svizzera e Belgio, lasciandomi sola con il mio dolore fisico e psichico? Grazie per la risposta, cordialità.

  • Essendo un surrogato da quando sono nato, poiché sono venuto al mondo un anno dopo la morte di quello che doveva essere al mio posto e se fosse nato lui, non ci sarei stato io, mi sono sempre sentito come una “cosa” nata per alleviare il dolore dei miei genitori. Mi sono sempre sentito fuori posto ancora adesso che ho 48 anni. Sono sempre attratto dal suicidio, dall’uscire da questa vita che non mi appartiene e non mi dà emozioni. Nonostante abbia una moglie e una figlia, non riesco a non sentire quanto mi pesa tutto e ciclicamente mi viene il desiderio di porre fine a tutto quello che mi sembra solo una recita.

    • Hai una moglie e una figlia, non tutti hanno una famiglia. Io ho sempre voluto una famiglia ma non ho trovato nessuna che mi amasse. Pensa a vivere per tua figlia che deve essere la tua ragione di vita, hai una gran fortuna ad avere una figlia, amala, cura la, vivi per lei. Mi raccomando non abbandonarla!

  • Salve,la mia testimonianza leggendo gli altri commenti e pensando alla mia vita,a come e’trascorsa,a com’e’ora..Almeno non mi sento così sola,con il mio dolore costante che mi ha portato via tutto.Soffro da molto tempo,fisicamente soprattutto.Penso costantemente al suicidio,ad un modo per andarmene.Ero una bella ragazza,ma questo male mi ha deformata,umiliata..Non riconosco più me stessa,sono rimasta sola proprio per questo motivo.il mio compagno dopo 15 anni di vita insieme,mi dice che non prova più nulla per me e cio’ mi fa male se solo penso che e’stato con me per tanti anni,soltanto per il lato fisico,allora mi fa male doppiamente.Si vede che non mi ha mai amata..Peccato che io lo ami ancora e tanto anche..Mi sta vicino solo perche’prova pena..Idem le amicizie ed i parenti,mi guardano come fossi l’essere piu’ repellente mai esistito.Pensare al suicidio?Certo,in ogni istante vedendo quanto io sia deturpata nel corpo e anche nell’anima,sto soltanto posticipando la mia “uscita”,ho bisogno di trovare la forza per farlo, per chiedere perdono a Dio, per la mia scelta ,ma so che e’questione di poco tempo. Credo che facendolo,tanto in fin dei conti nessuno sentira’la mia mancanza ,questo e’ certo,quindi e’senz’altro un motivo in più per farlo.

  • Sono molto depressa ma non so penso spesso alla morte come soluzione o bisogno di aiuto

  • No gente..fermi tutti……
    i vostri commenti mi hanno letteralmente spezzato il cuore!!!
    Lo avete letto questo articolo? Ne avete letti altri a riguardo? Ben appunto che vi siete informati dovreste iniziare a capire quello che vi sta succedendo!! TUTTI POSSONO TROVARE UNA SOLUZIONE AL LORO DOLORE, ma bisogna lasciarsi aiutare e bisogna andare incontro alla fortuna!

    Io ho 25 anni e sono solo una semplice commessa diplomata con un calcio nel sedere, non sono nessuno per parlare del lato psicologico del problema…ma PARLATE! parlate con qualcuno, prendetevi del tempo per voi, ricominciate da zero tutto quanto con posti e gente nuova, se lo volete!!!

    E’ un mondo di regole e stereotipi e confini, ma CHISSENEFREGA! Non sono cose che si vedono e si toccano o ci legano! Tutto è una tavola bianca e il pennello per disegnare ce lo abbiamo in mano noi!! Possiamo ingrassare, dimagrire, viaggiare o girare negli stessi posti di sempre, imparare lingue nuove e raderci la testa a zero se ci va!!!

    Trovate la voglia di fare qualcosa di nuovo, di dire ‘ma sì!! vaffanculo!!!’

    Spero davvero con tutto il cuore che nessuno di voi se ne vada mai prima del tempo.

  • Ho letto il commento della Signora Marti…che tenera!…xò quando si ha un dolore dentro costante, la morte rimane quella cara sorella alla quale vorremmo stringerci in un abbraccio letale. io non me ne vado xke ho paura, sono una codarda, altrimenti lo farei subito…e ho fede in Dio, quindi ho paura che neanche lui mi voglia. ma stai tranquilla che se poco poco riesco a percepire che x Dio non è un problema…io da questo pianeta me ne vado…io qui non ci voglio piu stare…ho sentito un modo di dire una volta…l inferno è in terra e il paradiso è non accorgesene…bene…io me ne sono accorta

  • E facile a volte pensare che sia vigliaccheria uccidersi ma a volte e l unica soluzione a una vita di delusioni e stanchezza …io e mia moglie qua vicino a me..2 persone totalmente sole senza famiglia da sempre..sempre lavorato sempre cercato di andare avanti ma nel momento un cyi credi di avere tutto …bum succede che perdi tutto come e successo a noi nel corso della nostra vita oggi 50 anni…senza che nessuno ti aiuta che nessumo ti stia vicino istituzioni per primo perché purtroppo italiani e non profughi..abbiamo una infanzia senza genitori…sempossibilita fede alle proprie possibilita.. 5 anni fa dopo un tentato suicidio non riuscito purtroppo perche non volevamo che un piccolo bimbo non vedesse quella scena ci soccorsero e ci portarono in ospedale in fin di vita e precisamente in pschiatria(maledico oggi quel gestqudi non fare vedere al piccolo) 2 mesi in ospedale per poi esserw messi per strada senza averw piu nulla …casa …lavoro…tutto cio che servirebbe per sopravvivere. ..si chiede aiuto si ma la riapoata specialmente del clero fu …andate a fare la carità. ..se volete vi dico anche chi…e quindi inizi un percorso di centri accoglienza …mense…centri per lavarti e vestirti….alcuni accettano che sei italiano…tantissimi no perche non sei di colore…cavolo io sono italiano…e un grosso problema a casa mia …che fai allora cu provi …cerchi di fare del tutto per migliorare la tia posizione ma quando sul documento non hai una residenza ma hai via giolitti o via dandolo tutti e dico tutti ti sbattono la porta in faccia e di aiuto non se ne parla …anche per i pacchi alimentari.grosso problema essere del posto….vi provi e riprovi…ti tiri fuori trovi lavoro…ma dopo un po do tempo ti ritrovi senza perche precario con contratti a tempo e quindi ti ritrovi come primq…non poter pagare affitto e mangiare…e solo il pensiero di ricominciarr ti spaventa….e credetemi fa paura….e meno pauroso farla finita….tanto sei gia invisibile al mondo ed alla tua citta quindi non succede nulla se ti uccidi..anzi per molti e una liberazione nel senso 2 rompi pa… In meno…bene oggi 1 settembre stiamo cercando il modo di farla finita…e non e uno scherzo..stiamo solo aspettando di non farcela più. ..potwte dire oggi che biaogna parlare..che ci sono persone che sono ddispste ad aiutare…dove? Credeteci o no non e cosi….nessuno e disposto ad ascoltarti e crederti. ..dico solo che la nostra sfortuna oggi e di non esserw profughi o rifuggiati o zingari ed altro….dateci la possibilita di morire come vogliamo…ce piu dignita nell uccidersi che nel chiedere la carita nel tuo paese dove oa tua stesaa gente ti scanza e ti derde senza aiutarti ma ben disposta a mettere un piede per farti affogare prima….

  • Belle parole facile parlare, nella vita contano i fatti e non le parole. Ho 42 penso spesso al suicidio è da quando sono adolescente che soffro, i miei genitori hanno avuto ed hanno ancora un solo figlio mio fratello, sono cresciuto alla sua ombra , i miei problemi e le mie esigenze non sono mai esistite per i miei, le loro attenzioni le loro cure rivolte sempre ed unicamente a mio fratello.
    Questo è quanto ormai mi scoccio anche di parlarne.

  • Il suicidio lo vedo come una liberazione da una vita vuota e senza stimoli. Amo un uomo che vive lontano 900 km e il mio ex non vuole lasciarmi andare perché conviviamo nella stessa casa. Non so come uscirne,penso che farla finita sarebbe la cosa migliore X tutti, come si dice, tanto il morto si piange tre giorni.

  • marco del vecchio /

    Buonasera ho letto con attenzione tutto ciò che è stato scritto e lo rispetto, ma come si evince anche nell’articolo, ognuno di noi proviene da una storia che ad un certo momento si è interrotta, nel mio caso la morte di mia sorella (36 anni) nel 2010, quella di mio padre 2014 ed infine poco tempo fà quella di mia mamma 21.01.2018. Ora sono cmpletamente solo perché non dovrei pensare al suicidio come unica forma contro la sofferenza…Grazie.

  • Io ci penso spesso, ho fatto un cappio e so già dove attaccarlo. Lo tengo la in attesa che la mia disperazione me lo faccia usare. Mi rendo conto che non è giusto, non pensate al suicidio, io sono una persona come voi, penso a voi che avete un problema come il mio, vi capisco, vi penso e vi voglio bene. Non fatelo, vivete!! La vostra scelta di farla finita aumenta ancora di più il mio dolore e mi renderà ancor più determinato a porre fine anche a me stesso. Le sere sono dure da sopportare, al mattino ho la nausea ma cerco di evadere di scappare di fare cose. Molto spesso non vengo capito, ricevo l’aiuto sbagliato! Non importa non rimproverate chi non ci capisce, lasciate perdere e andiamo avanti, il sono con voi. Anche voi giovani che pensate di farla finita lottare contro la disperazione, lottate! Lottare come faccio io, in questo momento in cui mi sento perso, dove ho perso ogni speranza, ogni gioia, non mi interessa più di nulla, sto lottando con i denti per uscire dal problema, io non merito anche il suicidio! Siate con me come io sono con voi!!! Ricordate che nei brutti momenti, nelle difficoltà il mio cuore è con voi perché io sono come voi e soffro per me ma anche per voi.

  • È vero. L’idea del suicidio a un certo punto diventa come quei bei pensieri di speranza che avevi una volta: speranza di un miglioramento economico, di un amore corrisposto, di un regalo inatteso… Anche solo l’idea di poter in qualche modo uscire da una vita fallimentare o insoddisfacente in qualche modo rassicura, vero? La speranza di una via di fuga. Il problema è il dolore fisico e la sofferenza tremenda che causeremmo a chi ci ama. Ma il pensiero resta, è lì, costante e tutto passa in secondo piano. Come quando non ti occupi più della tua casa perché sai che da li a poco traslocherai…

  • Sono stufa di svegliarmi la mattina piangendo e di addormentarmi tramite psicofarmaci piangendo….
    Di non avere ossigeno da respirare e di continuare a vivere tutto così tragicamente. Mi sento sempre senza uscita e non so se mai guarirò.. ho 27 anni… E 20 li ho vissuti così.
    Sono io il problema,chi mi dice che qualcosa cambierà?

  • sono stufo della vita so di non piacere alle donne ho problemi sessuali una serie di problematiche poi ci sono persone che ti vogliono far passare per scemo quando non lo sei mi sento morto dentro 2 volte

  • Emanuele Campo /

    Anche io ho pensato al suicidio lo confesso , ho pianto fino ad non avere più lacrime.
    Nella mia vita non ho provato che dolore ed ho un abisso che mi tormenta sempre , forse il dolore e l unica cosa che riesco ancora a sentire.
    Sono stato da bambino picchiato quasi ogni giorno seviziato , stuprato.
    Da grande ho sperimentato la perdita del lavoro per colpa di 1 infame che lo voleva per la sorella ed a iniziato mille minacce finché con la calunnia non mi ha fatto licenziare.
    Potrei elencare mille cose ma la verità è….che io sono più forte , dentro me ce come una forza che sembra innarestabile quando penso sia finita voglio mollare , ecco il desiderio di voler essere felice forse l illusione se volete, ma anche se mi trascino con tutte le ferite e cicatrici io sono il più forte…ed il più fragile.
    Tutto o quasi mi spezza mi ferisce , vorrei amore comprensione gioia ecc , ma quando le ho cercate ho trovato solo dolore e delusione , ma ho superato anche quello.
    Vivete non piangetevi addosso se avete poi chi vi ama un lavoro ancora meglio , io non o nulla del genere ed o una vita pessima senza nemmeno più lavoro…Ma io sono più forte del dolore stesso , e se anche alla fine il mio dolore mi lacerasse e del mio corpo non restasse che poltiglia, nessuno potrà mai piegare la mia Anima Invincibile.
    Vivete , perché se posso io potete voi.

  • Enrico Capponi /

    Il 2 agosto 2017 ho tentato il suicidio. Mi sono svegliato in ospedale. Codice rosso. Vivo per miracolo. Poi 15 giorni in psichiatria. Poi ho iniziato un percorso con uno psicologo. Ancora oggi sono in cura. Ancora oggi faccio i conti con un passato che vorrei cancellare. Soprattutto vorrei che le persone attorno mi vedessero con occhi sinceri e non mi giudicassero solo per un passato che voglio cancellare. Grazie al mio terapeuta sono un uomo migliore. Lo ringrazierò per il resto dei miei giorni. Mi ha fatto capire l’uomo che voglio essere. Sono la prova vivente che si può resistere a tutto. Anche a se stessi.

  • antonino renant /

    finalmente domani mattina alle ore 9.00 avrà fine la mia inutile vita
    ho già predisposto il tutto per la diretta facebook parte alle 9.00 in diretta

    con una bella corda bella stretta attorno al collo è già pronta sul balcone di casa mia io sto al 2° piano .

    la mia inutile vita di merda finora vissuta malissimo e giusto così

    non restisterò ancora molto ma per stanotte si

    lo giuro

    mi chiamo antonino abito a rovigo zona stazione centrale domani mattina sarà la mia ultmo giorno di vita di merda non rimpiango niente ho lasciato un foglio con scritto cosa fare

    ossia la mia camera non deve mai essere aperta da nessuno

    nessuno deve toccare il mio corpo morto anzi va preso e messo in una bara la meno costosa possibile .-.
    abito a rovigo via falcone venitemi a vedere tutti
    e non chiamate la polizia tanto e inutile io sarò gia libero

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