Sindrome della Crocerossina: Cause e Come Guarire

sindrome della crocerossina

Oggi vorrei parlarvi della cosiddetta “Sindrome della Crocerossina” altrimenti definita “Sindrome di Wendy”. Si tratta di una modalità ben poco funzionale attraverso la quale alcuni di noi entrano reiteratamente in relazione.

Possiamo ritrovare tale modalità all’interno di varie tipologie di relazione. Volendone citare solo alcune possiamo rintracciare la “Sindrome della Crocerossina” in amore, e ad esempio la “Sindrome della Crocerossina” in amicizia.

Ad essere affette dalla “Sindrome della Crocerossina” sono prevalentemente le donne, ma anche se con minore prevalenza possono esserlo anche gli uomini.

Esistono infatti donne “Crocerossine” e uomini “Crocerossini”.

La donna è maggiormente predisposta a sviluppare tale difficoltà per proprie caratteristiche. Essa infatti per proprio modo di essere, funzionare e certamente per motivazioni culturali, è più predisposta all’ascolto, all’empatia, al sostegno, all’aiuto e al sacrificio.

Aspetti che la pongono quindi maggiormente in condizione di prendersi cura dell’altro, e di rischiare di farlo a volte in modo eccessivo, ed in circostanze poco adeguate. E mi riferisco nello specifico alla scelta del partner. Questo articolo vuole infatti concentrarsi proprio su tale aspetto.

Quali sono i meccanismi psicologici che scattano nella donna crocerossina? Chi è la crocerossina tipo?

La donna crocerossina, è una donna che tende a scegliere reiteratamente partner difficili, con problemi, poco risolti rispetto alle proprie personali fasi di vita (eterni Peter Pan), partner immaturi. Si tratta di una tipologia di donna che sceglie partner sofferenti, che in qualche modo percepisce essere inferiori, in difficoltà, e quindi bisognosi di aiuto, riscatto, miglioramento.

La donna affetta dalla “Sindrome della Crocerossina” in qualche modo trasmette al proprio compagno il seguente messaggio: “io sono qui per te e mi occuperò completamente di te”.

Si tratta quindi di una tipologia di donna che spesso mette il compagno prima di tutto, e soprattutto prima di se stessa, e dei propri bisogni dei quali a volte è totalmente inconsapevole.

La donna crocerossina è colei che pone i problemi dell’altro sempre prima dei suoi bisogni. È colei che accetta dubbi, tradimenti, maltrattamenti, instabilità, gelosia, freddezza. E’ colei che accetta sia sempre lui ad avere ragione.

Si tratta di una donna insicura a volte pur sembrando all’apparenza molto forte, indipendente e determinata. La “donna crocerossina” è inoltre una donna che non sa cosa sia volersi bene ed occuparsi di sé.

È una donna che spesso si porta dietro l’idea che un compagno non bisognoso non potrebbe mai interessarsi ed innamorarsi di lei. Si tratta di una donna che porta con sé un’idea inadeguata dell’amore, che legge come sacrificio, sofferenza e quasi come una missione da compiere. In questo caso la missione da compiere è letteralmente redimere e salvare il proprio compagno.

La donna affetta da “Sindrome della Crocerossina“ quindi, cerca e si invaghisce di uomini che percepisce come bisognosi di cura, e questo per un semplice ma profondo motivo, perché essere d’aiuto è fonte di benessere.

Aiutare ci fa sentire infatti forti, migliori ed è il motivo per il quale pensa di non poter essere amata da un uomo non bisognoso, perché quest’ ultimo potrebbe non avere così tanto bisogno di lei. E quindi come conseguenza non potrebbe percepirsi forte, ma al contrario si sentirebbe debole e manchevole a causa delle proprie insicurezze.

La donna crocerossina quindi è tale soprattutto per sé, utilizza pur non rendendosene conto l’altro per “curare” la propria autostima, per sentirsi importante, per sentire di essere una persona di valore. Utilizza quindi l’accudimento per potersi piacere, stimare e riconoscere come persona, mentre dovrebbe imparare a farlo in altro modo.

Esiste un identikit dell’uomo da salvare?

È importante chiarire un punto, non necessariamente quando utilizzo il termine salvare intendo un uomo che abbia particolari e gravi difficoltà. Solo a volte è così ma a volte no. A volte l’uomo da salvare lo è anche solo sulla base di altre caratteristiche.

Potrebbe infatti essere considerato da salvare un uomo un po’ troppo abituato a fare il “galletto”, In questo caso la missione salvifica si basa sul cercare di “riportare tale individuo sulla retta via”.

Un uomo che non riesce ad avere una relazione stabile da anni. In questo caso l’obiettivo sarà salvarlo facendolo ricredere sull’amore, e sulla possibilità di poter avere nuovamente una storia importante. In questo caso la donna crocerossina è come se stesse trasmettendo all’altro: “ci penso io a farti credere nell’amore”.

Un uomo potrebbe essere considerato da salvare in senso di maturazione. In questo caso la missione salvifica è: “ti aiuto io a maturare e ti porto al mio livello, affinché possiamo costruire delle cose assieme”.

Insomma non immaginiamoci solo uomini altamente problematici e sofferenti, ma tali aspetti possono essere presenti attraverso modalità più sottili.

Sindrome da Crocerossina come uscirne

È possibile guarire da tale sindrome, a patto innanzitutto di prendere atto di come stiamo funzionando. Alcune donne purtroppo se ne rendono conto solo dopo molto tempo, e dopo aver reiterato per tanto copioni amorosi disfunzionali.

Dopodiché sarà necessario iniziare a coltivare la propria autostima attraverso di sé e non solo attraverso la cura dell’altro, come di solito invece la donna crocerossina è solita fare (se ti aiuto e mi prendo cura di te allora mi sento importante, di valore, sento che sto facendo qualcosa di positivo, quindi solo così posso percepire di valere altrimenti no).

Occorrerà imparare a sviluppare la propria autostima ed il proprio valore attraverso se stessi come esseri distinti. Ascoltando quindi i propri bisogni, dandosi ciò di cui si ha bisogno, imparando ad ascoltarsi in modo profondo e riconoscersi nella propria individualità.

Questa donna dovrà imparare a mettersi un po di più al primo posto o comunque darsi il giusto posto, come una persona che ha diritto tanto quanto l’altro di ricevere per se stessa.

Questa donna dovrà imparare a sviluppare una nuova e più sana visione dell’amore. Un amore come dare e ricevere, come felicità, condivisione, scambio equo, maturità e non solo come missione salvifica e sofferenza.

A tale scopo, un profondo e congruo lavoro assieme ad un serio professionista, che sappia accompagnare nel comprendere le tematiche giuste e principalmente coinvolte in tale difficoltà, potrà essere davvero molto importante e risolutivo.

Dott.ssa Monia Ferretti

 

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