La Ricerca della Perfezione: 3 Passi per Gestirla

 

La ricerca della perfezione normalità o patologia qual’è il confine?

Chi di noi ogni giorno non desidera svolgere al meglio quello che fa? Questo è un aspetto che ci accomuna…

Tutti noi preferiamo far bene piuttosto che il contrario, e questo è assolutamente comprensibile e normale.

Cosa c’è di strano in tale atteggiamento? Nulla… fintanto però che questo si mantiene entro certi limiti!

In quanto a volte questo desiderio di far bene, per qualcuno è in realtà molto di più. Potremmo dire che in casi particolari (e magari ti sarà capitato di conoscere persone che hanno questo tipo di atteggiamento!) diventa una vera e propria ossessione, che spinge a non essere mai contenti ne di se ne degli altri, e ad aspirare ad una perfezione ben lontana dalla realtà.

C’è infatti una profonda differenza tra desiderare o preferire di fare bene ed impegnarsi per questo, e pretendere invece la perfezione assoluta.

Colui/lei che aspira alla perfezione infatti:

  • Non desidera solo far bene, ma vuole che tutto sia perfetto
  • Non ammette il minimo errore ne da se ne dagli altri
  • Ha una visione irrealistica e lontana dalla realtà
  • Tende a rimandare quello che fa, fintanto che non sente di poter fare le cose in modo perfetto
  • Segue dei veri e propri rituali e solo tramite questi, può arrivare ad ottenere il risultato perfetto desiderato
  • Ha scarsa fiducia negli altri perché ritiene nessuno sia alla sua altezza, e possa fare bene quanto lui/lei
  • Vede tutto in termini di bianco o nero, quindi se c’è anche un minimo errore in quello che fa o che gli altri fanno, diventa tutto vano
  • È soddisfatto di se solo se riesce a fare le cose in modo perfetto, ma non lo è mai a pieno perché è alla costante ricerca di qualcosa di più
  • È soddisfatto di se solo se riesce a fare le cose in modo perfetto, ma non lo è mai a pieno perché è alla costante ricerca di qualcosa di più
  • In tutto quello che fa prova molta ansia per timore di sbagliare
  • È profondamente intransigente verso se stesso e gli altri, e di fronte ad un minimo imprevisto sente di aver fallito

Questo atteggiamento può coinvolgere ogni aspetto della vita.

Ciò significa che chi lo mette in atto, potrebbe pretendere la perfezione da se stesso e dagli altri ad esempio nel lavoro, ma non solo! Anche nella vita privata (dal partner, dai figli, dagli amici), e in qualsiasi altro momento senza mai potersi permettere di abbassare la guardia e rilassarsi!

Molto stressante non credi? E anche i rapporti interpersonali nel tempo potrebbero risentirne!

Il problema centrale in questo atteggiamento, è che si basa di per sè su di un presupposto che nella realtà non esiste la PERFERZIONE. Quindi significa combattere per qualcosa che non c’è e che non potrà essere raggiunto.

Quello che realisticamente può essere realizzato è porsi degli obiettivi, fare del proprio meglio e magari cercare nel tempo di migliorarsi. Questo è uno scopo sano e realistico che è possibile perseguire!

Porsi come obiettivo di raggiungere la perfezione e non ammettere nessuno errore, non è reale e tanto meno esente da problemi.

Colui/lei che ha questo problema, proverà infatti un insieme di emozioni e vissuti molto diversi e forti, nelle varie fasi di svolgimento delle proprie attività:

Prima:

  • Forte ansia anticipatoria (sarò in grado?, non voglio assolutamente sbagliare!)
  • Tensione muscolare
  • Stanchezza cronica
  • Stress

Durante:

  • Forte ansia durante lo svolgimento dell’attività (non posso assolutamente sbagliare!)
  • Problemi psicosomatici
  • Stress

Dopo: (se le cose non dovessero essere come ci si aspetta)

Si tratta di una condizione da non sottovalutare. Può portare davvero a provare molto malessere (in chi lo vive e in chi lo subisce), e anche a perdere occasioni importanti.

Il perfezionismo è un atteggiamento che può davvero “lasciare in panchina” tutta la vita, nell’attesa di raggiungere l’agognata perfezione.

Cosa c’è dietro questo atteggiamento?

perfezione

Alla base c’è una bassa autostima che porta a credere poco in se, e quindi alla necessità assoluta di dover fare tutto “per bene”, per poter dimostrare a se stessi e agli altri di valere.

C’è anche un interesse eccessivo nei confronti del giudizio altrui che porta alla necessità impellente di fare tutto al massimo, per non rischiare di essere giudicati negativamente. Questo verrebbe interpretato come un vero e proprio fallimento, quindi non deve assolutamente accadere!

Chi vive questa condizione è estremamente inflessibile verso se stesso e pronto ad auto criticarsi in maniera anche sprezzante al minimo errore, e crede gli altri faranno certamente la stessa cosa di fronte a qualche sua minima mancanza.

In genere queste persone non arrivano in terapia per lavorare su tale aspetto, ma per problemi di ansia, di depressione (in seguito ad eventi di vita forti ed invalidanti, o che li costringono a fare i conti con se stessi), o anche perché soffrono da anni di disturbi psicosomatici a cui non riescono a trovare rimedio.

Alla base può esserci una difficoltà di questo tipo, scambiata per qualcosa di normale, ma che senza rendersene conto può andare oltre! “Mi piace solo fare le cose bene, voglio solo gli altri siano precisi, non ho nessun problema”!

Cosa fare?

3 passi per iniziare a gestire un perfezionismo eccessivo

  • Il primo passo è certamente quello di provare ad essere sinceri con se stessi, e capire se c’è o meno in atto una difficoltà di questo tipo.

Questa è una delle cose più difficili da fare, perché a nessuno di noi piace ammettere di avere un problema.

Tuttavia è anche la cosa migliore per sé e che darà maggiori benefici nel tempo.

Rimanere arroccati nella propria posizione di non avere alcuna difficoltà, non ha mai aiutato ma solo portato ad ulteriori problemi.

  • La vita non è tutto bianco o nero ma ha molte altre sfumature!

Gli errori ci sono, fanno parte del percorso e servono a migliorarsi. Quindi commetterne non porta a vanificare tutto quello che è stato fatto. Tuttavia si può migliorare ed è a questo che si può aspirare!

Questo è un obiettivo attuabile e possibile da perseguire.

Rispetto ad una situazione specifica che ti sta a cuore chiediti: Obiettivamente cosa ho fatto? (congratulati con te stesso per quello che di buono hai fatto e per il tuo impegno!) e cosa eventualmente potrei migliorare?

Inoltre chiediti: Se una persona che conosco e che stimo commettesse gli stessi errori che io temo di commettere, come mi comporterei? Cesserei di stimarla? Continuerei a stimarla? Perché lo farei?

Come psicologa a padova e psicologo online, da più di 12 anni ascolto ed aiuto persone concretamente ad uscire da situazioni difficili, e riprendere in mano la propria vita.

Dott.ssa Monia Ferretti

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Dott.ssa Monia Ferretti - Psicologa Psicoterapeuta

L’aspetto che più amo della mia professione è poter essere utile agli altri, vedere una persona che soffre, riprendere in mano la propria vita e tornare a sorridere è una cosa bellissima.

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One comment

  • Dottoressa, scrivere in un articolo sul perfezionismo PERFERZIONE… ho quasi avuto un mancamento 😉

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