La Profezia che si autoavvera: cos’è e come gestirla

profezia che si autoavvera

Tutti noi sulla base delle precedenti esperienze e di ciò che ci è stato insegnato, ci portiamo dietro un bagaglio di convinzioni così ben radicato, tanto da influire su tutti i nostri successivi comportamenti.

Tali convinzioni possono essere positive o negative. Ed avranno un peso davvero molto importante sul nostro modo di leggere noi stessi, gli altri e le situazioni.

Ne siamo convinti, ci crediamo davvero, e questo accade perché tale bagaglio è stato l’unico riferimento che abbiamo avuto per anni, e a volte per una vita intera. Quindi naturalmente non percepiamo e non sappiamo fare altro. E finiamo per ripetere ad oltranza ciò che conosciamo, causandoci spesso grandi difficoltà.

Si tratta di una sorta di credito non riscosso di cui cerchiamo di rientrare, ma in modo disfunzionale purtroppo, continuando a perpetuare il dolore e non arrivando mai alla soluzione del dilemma.

Quali sono tali convinzioni disfunzionali?

Ad esempio non ce la faccio, non sono capace, non sono abbastanza, la vita continuerà sempre ad andare male….

Tali parole a volte ce le hanno ripetute più volte e così abbiamo finito col farle nostre. Le abbiamo incamerate come parte della nostra identità. Un vestito cucito addosso da altri, che indossiamo e continuiamo a portare con noi per tutta la vita.

Altre volte tali convinzioni le abbiamo estrapolate a partire da situazioni di vita spiacevoli, che ci hanno portato a convincerci del fatto che per noi non potrà mai esserci nulla di positivo.

Delle vere e proprie profezie che si autoavverano purtroppo. Perché noi individui nel bene e nel male cerchiamo in ogni modo di confermare le nostre idee. Siamo purtroppo ripetitivi, e vogliamo avere ragione anche quando sarebbe preferibile non averne!

E lo facciamo perpetuando atteggiamenti, e comportamenti che finiscono col portare inevitabilmente alla medesima e conosciuta conclusione.

Spesso lo facciamo senza rendercene conto, ma siamo proprio noi con il nostro modo di leggere il mondo, con la nostra cecità autoindotta, e con le nostre azioni, a far si che esiti dolorosi possano ripresentarsi.

Profezie che si autoavverano: alcuni esempi

Una persona a cui è stato ripetutamente detto di non essere capace svilupperà una bassa autostima, e finirà col convincersi di avere ben poche capacità. E come pensiamo potrà comportarsi? Continuerà molto probabilmente a condurre una vita e ad agire ben al di sotto delle proprie potenzialità, finendo per confermare a se stessa le sue scarse capacità.

Avrà paura di non riuscire e per questo difficilmente deciderà di mettersi in gioco, piuttosto tenderà ad evitare. Aspetto che contribuirà a far chiudere il cerchio nel solito modo.

Una persona convinta di valere poco molto probabilmente continuerà a scegliere relazioni poco sane, che le confermano il suo scarso valore. Persone ben poco disponibili e ben poco disposte ad entrare davvero in una relazione amicale o amorosa.

Anche in questo caso è la persona stessa a contribuire a tale conclusione, accontentandosi e non dandosi il giusto valore.

Una persona convinta del fatto che per lei non ci sarà mai nulla di buono, purtroppo molto probabilmente finirà per fare scelte o assumere comportamenti disfunzionali, che la porteranno realmente ad avere poco.

Una persona che ha ricevuto poche cure ed è cresciuta quindi sentendosi quasi invisibile, molto probabilmente tenderà a sua volta ad avere poca cura di sé. E a scegliere partner poco disponibili che potranno solo confermare la sua percezione di invisibilità.

E anche in questo modo il cerchio si chiuderà in modo disfunzionale.

Profezia che si autoavvera: quale possibile soluzione

In tutte queste situazioni un aspetto fondamentale è che noi abbiamo la nostra buona dose di responsabilità. E comprendere questo è un punto davvero focale per poter trovare qualsiasi soluzione.

Non possiamo infatti utilizzare schemi appresi come alibi, allo scopo di continuare a stazionare nella medesima situazione, ma occorre piuttosto che ci assumiamo la responsabilità della nostra felicità e del nostro cambiamento.

Noi con le nostre scelte o non scelte, con le nostre azioni o non azioni, contribuiamo molto al mantenimento di determinati circuiti disfunzionali. E comprendere l’entità della nostra responsabilità è davvero necessario.

Tutto ciò non arriva per puro caso, e non è sempre colpa degli altri, noi scegliamo e agiamo anche in modo che tutto ciò possa reiterarsi. E fintanto che saremo convinti del contrario potremo risolvere ben poco.

Se infatti non “ci mettessimo anche del nostro” questi eventi non potrebbero continuare a ripetersi.

Le convinzioni e ciò che abbiamo appreso vanno compresi e messi in discussione. Anche se non è facile. Perché certamente all’inizio non lo sarà.

Ma ciò che abbiamo appreso e che certamente oggi non risulta essere più molto utile, va rivisto ed affrontato se vogliamo ottenere risultati differenti.

È possibile ed è la strada per migliorare. L’altra è continuare a ripetere e confermare ciò che è stato con tutto il dolore che inevitabilmente ne conseguirà.

Non siamo solo un foglio già scritto, e anche se in parte è vero possiamo provare a riscriverlo, in qualsiasi momento e se davvero lo vogliamo, e possono cambiare molte cose.

Possiamo rivedere certe convinzioni ed avere una vita e delle relazioni di qualità, ma occorre che cambiamo noi, che siamo disposti a metterci in discussione, perché su di noi se lo vogliamo possiamo fare davvero molto.

Dott.ssa Monia Ferretti

Dott.ssa Monia Ferretti - Psicologa Psicoterapeuta

L’aspetto che più amo della mia professione è poter essere utile agli altri, vedere una persona che soffre, riprendere in mano la propria vita e tornare a sorridere è una cosa bellissima.

One comment

  • Buonasera dottoressa,sento sempre parlare di questa benedetta profezia che si autoavvera,come causa principale di delusione e difficoltá psicologiche…io sono solo(poco a dire il vero)parzialmente d’accordo.É ovvio che ogni persona ha la propria specifica lente d’ingrandimento per analizzare la realtà.Ad esempio, chi é timido ed introverso,avrà molto piú facilmente grandi difficoltà e potenziali delusioni nelle relazioni con gli altri,rispetto a chi è socievole ed estroverso.Ma il timido non riuscirá mai a diventare estroverso,non riuscirà mai ed essere sciolto e leggero nel rapportarsi agli altri..e poi a sentire voi sembra che se uno ha dei fallimenti é solo colpa sua,perché ha degli atteggiamenti disfunzionali…cosí uno si colpevolizza e l’autostima va a zero di sicuro.In conclusione uno non puó essere diverso da come é(anche se il suo carattere ha delle caratteristiche disfunzionali).É una battaglia persa in partenza,contro se stessi a mio avviso.

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